Free jazz Black Power PDF

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Questa voce o sezione sull’argomento generi musicali non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Come indica il nome si tratta di un tipo di musica libera, completamente al di fuori degli schemi: uno dei limiti estremi raggiunti negli anni è stata la partitura per quintetto che prevedeva la libera improvvisazione contemporanea, di tutti gli strumenti secondo l’estro del momento. I primi esempi di registrazioni musicali jazz in forma di improvvisazione libera includono opere da parte del chitarrista Django Reinhardt e un paio di incisioni del 1949 per l’etichetta Capitol di un gruppo guidato da Lennie Tristano, Intuition e Digression. Allo stesso modo, Cecil Taylor, il pianista più importante del free jazz, iniziò ad estendere i confini del bop già nel 1956.

Il trio composto da Jimmy Giuffre, Paul Bley e Steve Swallow, ricevette poca attenzione durante la sua incarnazione originale del 1960-62, ma successivamente i tre sono stati considerati come una delle formazioni più innovative e fonte di ispirazione per lo sviluppo di quello che sarebbe diventato il free jazz. Le registrazioni di Eric Dolphy effettuate con Charles Mingus, John Coltrane, e Chico Hamilton, insieme al suo lavoro da solista, contribuirono a gettare le basi per l’avvento del free jazz nella comunità musicale. Il free jazz è principalmente un genere strumentale. L’album di Max Roach intitolato We Insist! Alcune opere del bassista Charles Mingus furono importanti per la nascita e l’affermarsi del free jazz. Anche gran parte della musica di Sun Ra potrebbe essere classificata come « free jazz », in particolare i suoi lavori degli anni sessanta registrati a New York, anche se Sun Ra ha sempre ripetutamente affermato che la sua musica era ragionata e composta in maniera tradizionale, che non fosse frutto dell’improvvisazione, nonostante sembrasse più « free » di quanto suonato dagli stessi artisti propriamente appartenenti alla corrente del free jazz.

Altro musicista di spicco in ambito free jazz è Archie Shepp, noto all’interno del movimento per le sue posizioni ideologiche afrocentriche. Nel 1965 con la pubblicazione di Ascension, Shepp e Coltrane diventano gli esponenti di spicco dell’avanguardia newyorchese. Il sassofonista Albert Ayler, con la sua musica dura, stridente, incompleta, piena di elementi folk che richiamano il blues, il gospel e le marce della vecchia New Orleans, e che suscita clamori e dissapori, viene considerato uno dei musicisti simbolo del free jazz anni sessanta nella sua eccezione più di « rottura » della tradizione jazzistica. In Europa, il free jazz penetrò attraverso gli esperimenti di esuli giamaicani come il sassofonista Joe Harriott. A partire dalla fine degli anni cinquanta, Harriott lavorò sul concetto distintivo di ciò che egli definiva « forma libera ».

Una nuova generazione di musicisti tra cui David S. Ware, Matthew Shipp, William Parker e Joe Morris ha continuato a sviluppare e suonare il free jazz ispirato dal lavoro pionieristico della « New Thing » dei sessanta. Molti musicisti mantengono attualmente in vita lo stile free jazz al giorno d’oggi. Due sono le scene principali: a New York e a Chicago. URL consultato il 3 dicembre 2016. La voce dei suoni, volume C – ISBN 88-426-4350-5 – pp. Philippe Carles – Jean-Louis Comolli, Free Jazz Black Power, Champ Libre 1971, vers.